BIMBA: i piccoli ciondoli in pelle che ci ricordano di ascoltare la nostra bambina interiore
MARIANNA RANDAZZO
Ci sono collezioni che nascono quasi da sole.
E poi ci sono quelle che ti mettono alla prova, che ti costringono a cambiare strada, a ricominciare, a riprovare finché non diventano esattamente come le avevi immaginate.
BIMBA è una di quelle.
Quando ho iniziato a immaginarla non volevo creare semplicemente una nuova collana. Volevo dare forma a qualcosa che facesse sorridere, che riportasse, anche solo per un istante, a quella parte di noi che cresce ma non dovrebbe mai scomparire.
Quella curiosa.
Quella leggera.
Quella che sa ancora stupirsi.
La nostra bambina interiore.
Un progetto piccolo. In tutti i sensi.
Realizzare questi ciondoli è stato molto più complicato di quanto immaginassi.
Sono minuscoli.
Ogni soggetto viene realizzato in pelle, cucito lungo tutto il bordo e delicatamente imbottito per ottenere una forma morbida e tridimensionale. Lavorare su dimensioni così ridotte significa che ogni dettaglio conta e che ogni millimetro richiede precisione.
Per questo ho scelto di affidarmi a un ricamificio di Vicenza, un laboratorio italiano con un sapere artigianale capace di trasformare un'idea in un oggetto fatto per durare.
Dietro ogni ciondolo ci sono mani esperte, tempo e una continua ricerca dell'equilibrio tra tecnica e leggerezza. Abbiamo fatto tantissime prove prima di arrivare al risultato che avevo in mente, perché quando un oggetto è così piccolo basta davvero pochissimo per cambiare completamente il risultato finale.
Perché la pelle?
Mina Mina è conosciuta soprattutto per i suoi gioielli in argento, per la filigrana e per le lavorazioni artigianali.
Scegliere la pelle è stato quasi un piccolo atto di ribellione.
Mi piaceva l'idea di utilizzare un materiale caldo, vivo, morbido al tatto. Un materiale che invitasse a essere toccato e non soltanto guardato.
La pelle cambia con il tempo, proprio come cambiamo noi. Acquista carattere, racconta una storia e rende ogni pezzo ancora più personale.
Era esattamente la sensazione che cercavo.
Perché si chiama BIMBA?
Ho chiamato questa collezione BIMBA perché volevo ricordarmi una cosa semplice.
Diventare adulti significa assumersi responsabilità, prendere decisioni, correre da un impegno all'altro.
Ma non dovrebbe significare smettere di giocare.
Ogni ciondolo è un piccolo invito a lasciare spazio anche alla parte più spontanea di noi. Quella che si emoziona senza chiedere il permesso, che colleziona piccoli ricordi, che trova bellezza nei dettagli e che non ha paura di essere diversa.
Non è una collezione nostalgica.
È un promemoria.
Un invito a non perdere quella leggerezza che, crescendo, rischiamo di dimenticare.
Più di un gioiello
Per me un gioiello non serve soltanto a completare un outfit.
Può diventare un ricordo.
Un simbolo.
Un piccolo rituale quotidiano.
I ciondoli della collezione BIMBA nascono con questo desiderio: accompagnarti nelle giornate, farti sorridere quando li sfiori con le dita e ricordarti che crescere non significa rinunciare alla meraviglia.
Se c'è una cosa che ho imparato in questi anni è che non smettiamo di essere bambini perché cresciamo.
Smettiamo di esserlo quando smettiamo di ascoltare quella parte di noi che sa ancora emozionarsi per le piccole cose.
Ho chiamato questa collezione BIMBA proprio per questo.
Per ricordarmi, e magari ricordare anche a te, che crescere non significa rinunciare alla meraviglia.
Piccoli ciondoli in pelle, realizzati artigianalmente in Italia, morbidi, imbottiti e cuciti con cura per accompagnarti ogni giorno con un pizzico di leggerezza.